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11.5.2021

Artriti reattive, quali terapie

L’ eziologia infettiva-batterica delle artriti reattive è acclarata e questa evidenza ha indotto a contemplare l’utilizzo degli antibiotici soprattutto nelle artriti reattive secondarie all’infezione da clamidia. In queste ultime, gli antibiotici possono prevenire la comparsa dell’artrite, se somministrati per trattare l’infezione sessualmente trasmessa, ma il loro impiego può essere considerato anche in fase cronica.

Una volta sviluppata, l’artrite risponde bene ai FANS o ai glucocorticoidi. In caso di mancata risposta ai farmaci sintomatici, si possono utilizzare la surfasalazina o il methotrexate. Nei pazienti resistenti a questi ultimi, alcune evidenza supportano l’uso di farmaci biologici anti-TNF.

Solo la surfasalazina è però stata somministrata nell’ambito di un trial randomizzato in pazienti con artriti reattive.  

Ne parliamo con Rossana Scrivo, Docente UOC Reumatologia Università La Sapienza, Roma.

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